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Castiglione di sicilia - La storia di Castiglione è insita nel suo nome, Castel Leone, antica fortificazione che dominava la valle dell'Alcantara, i cui resti sono ancora visitabili. Fu abitata dai Greci già dal 403 a.C., che avevano capito sin d'allora il punto nevralgico in cui era situato, e costruirono sulla rocca un punto d'avvistamento fortificato a controllo dell'unica via d'accesso per l'interno della Sicilia. Nel corso dei secoli si avvicendarono romani, che costruirono ponti, arabi che rivoluzionarono i sistemi d'irrigazione e giunsero persino ad allevare coccodrilli nel fiume Alcantara, normanni e svevi , sotto i quali Castiglione divenne città regia, e Ruggero di Lauria, ultimo feudatario. Castiglione si sviluppò e prosperò sotto tutte le dominazioni: il castello continuava a fortificarsi, si costruivano chiese e palazzi, grazie alla ricchezza proveniente dalla coltura e dalla lavorazione del lino e delle nocciole. Paese pieno di storia e di leggende: al castello ne sono legate moltissime, ma anche alle cube basiliane , ed al cosidetto "cannizzu", una torre d'avvistamento che si racconta sia stata spaccata in due da un terribile fulmine. Il paese è collocato a 621 mt. s.l.m., controlla visivamente un vasto territorio e domina il fiume dell'Alcantara con gran parte della valle omonima. Ad oggi, comprende sette frazioni: Rovittello, Solicchiata, Passopisciaro, Verzella, Gravà, Mitogio e Castrorao.
Mojo alcantara - Le prime notizie storiche su Mojo sono del 1400, quando il paese era feudo del dottor Tomma so Tortorici (Tommasu Turturici), che l'aveva ricevuto dalle regina Eleonora, moglie di Ferdinando II d'Aragona. Poi passò alla signoria dei Lanza per via del matrimonio tra Rosa, figlia del Tortorici, e Manfredi Lanza. Capostipite dei Lanza fu il duca Ernesto di Baviera che, nel 970, per il suo grande valore di comandante d'armi, venne chiamato "Capitanu da Lanza ranni" (ovvero "Capitano della Lancia grande"); da qui il nome del casato i cui discendenti nei secoli comprarono feudi e signorie in tutta l'Italia e in Sicilia. La nascita ufficila della città di Mojo si ebbe nel 1602, sotto la reggenza di Palmerio Lanza; in quell'anno, infatti, l'autorità regìa gli concesse la licentia populandi. Dove oggi si trova il Municipio, i Lanza fecero fabbricare il palazzo baronale. I segni della presenza della signoria Lanza si vedono ancora oggi perché i discendenti ancora possiedono terreni nella pianura di Mojo. Il 27 luglio del 1928, il regime fascista accorpò la città alla vicina Malvagna, riunendo i due centri sotto il nome di "Lanza". Il 27 gennaio 1947, con l'avvento della Repubblica, un decreto del Capo di Stato divise nuovamente i due comuni.
Giardini Naxos - Le origini storiche di Giardini Naxos risalgono al 735 a.C. quando un gruppo di coloni sbarca a Capo Schisò e fonda quella che concordemente viene indicata dagli storici antichi come la prima colonia greca di Sicilia; viene chiamata Naxos come l’omonima isola del mare Egeo. Pur rimanendo una piccola città ebbe una grande importanza simbolica per il suo altare ad Apollo Archegetes che era il punto di partenza degli ambasciatori delle città greche di Sicilia diretti nella madrepatria. Schieratasi con Atene durante la guerra del Peloponneso, dopo la sconfitta della spedizione militare ateniese in Sicilia, Naxos subisce la vendetta di Siracusa che la cinge di assedio e la rade al suolo nel 403 a. C.: i cittadini sono venduti come schiavi e il territorio è donato ai Siculi. Nonostante la totale distruzione, il nome Naxos permane nel tempo e nel III secolo d. C. l’Itinerarium Antonini, elenco di località poste lungo le vie dell’Impero Romano, indicava Naxos come un luogo per il cambio di cavalli situato a 35 miglia da Messina lungo la strada consolare che conduceva a Siracusa. In periodo bizantino la baia diviene un punto strategico di approdo per la vicina Taormina con insediamenti sparsi lungo tutto l’arco della costa. Gli arabi introducono la coltivazione degli agrumi e lasciano tracce della loro presenza in alcuni toponimi quali Schisò, che deriva da Al Qusûs (torace, busto) e Alcantara, che ha origine da Al Quantarah (il ponte); il vecchio attraversamento doveva essere un’opera così mirabile per quel tempo da dare il nome al corso d’acqua. Nella metà del '400 si diffonde nella piana di Schisò la coltivazione della canna da zucchero e il sito viene protetto con strutture militari: si amplia il vecchio castello medievale e si costruiscono un basso e tozzo torrione quadrangolare sulla punta del Capo Schisò e la Torre Vignazza in contrada Recanati. Nel 1719 la presenza di abitanti lungo la baia era tale che per i bisogni spirituali della comunità si formava la prima parrocchia intitolata a Maria Santissima della Raccomandata. Segue un periodo di crescita demografica che porterà Giardini, il 1 gennaio 1847, all’autonomia amministrativa da Taormina. Il 18 agosto 1860 Garibaldi e le sue truppe, dopo aver concluso la spedizione in Sicilia, da Giardini s’imbarcano alla volta della Calabria per continuare la loro impresa sul continente. Nell’800 si sviluppano nel territorio diverse iniziative economiche legate alla pesca, al ferro battuto, alla produzione di vasi e tegole, all’agricoltura e all’estrazione di essenze alcoliche dagli agrumi. Oggi sono quasi tutte scomparse per fare posto alle attività legate al turismo: Giardini Naxos, infatti, per la sua splendida posizione geografica, è diventata una fra le più belle, rinomate e frequentate località turistiche della Sicilia.
Taormina: Distante 40 km da Messina in direzione Catania e raggiungibile percorrendo l'autostrada A18, la città è situata a 200 m sul livello del mare. Taormina si apre sullo Ionio e domina un immenso panorama di cui fanno parte oltre al vulcano più alto d'Europa i vastissimi odorosi agrumeti della piana sottostante. Vanta un clima ottimale che d'inverno raramente scende sotto i 15 gradi, mentre durante i periodi più caldi difficilmente supera i 28°. Pur non essendo direttamente sul mare le spiagge sottostanti di Mazzarò, Isola Bella, Giardini Naxos sono molto ben collegate e perciò facilmente raggiungibili dal centro urbano. Il clima mite e la bellezza dei luoghi ne fanno una meta privilegiata del turismo internazionale, nei confronti del quale viene presentata un'offerta di servizi ed infrastrutture di qualità superiore e standard europei.
Catania: è un comune di 302.884 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. È il secondo comune della Sicilia per popolazione e per densità abitativa. Secondo lo storico greco Plutarco, il suo nome deriva da Katane (cioè grattugia), per l'associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge. In epoca storica, è stata distrutta ben sette volte da eruzioni vulcaniche e da terremoti. Fra questi ultimi, i più catastrofici sono stati quelli del 1169 e del 1693. Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità, assieme agli altri sette comuni del Val di Noto, nel 2002.
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